A volte i Conte tornano… – Di Riccardo Arcidiacono

In Primo Piano

Savić, sì.Conte no.

Le telecamere hanno colto l’espressione di Vanja Milinković-Savić (portiere del Napoli), mentre si decidevano (VAR permettendo) le sorti del rigore assegnato all’Inter, che avrebbe portato i nerazzurri sul 2 a 1, al 73’.

Intanto, proprio come su un palcoscenico teatrale, andava in scena l’ennesima sceneggiata di Antonio Conte.

Il viso del portiere partenopeo la dice lunga. Era rassegnazione. Quando interviene il VAR cosa vuoi stare a discutere. È così e basta, giusto o non giusto.

Inutile stare a discutere. Ne abbiamo mille esempi. Addirittura tifosi (appassionati…) che dopo quarant’anni e oltre di abbonamento non vanno più allo stadio. Dicono: “Mi hanno tolto il gusto del goal” (perché non si sa mai se c’è o non c’è… “Mi hanno tolto il gusto del tifo…” e si riferisce alle vicende della Curva Nord…

Ora noi non desideriamo fare le maestrine, ma io sono un allenatore di una squadra di ragazzi di tredici anni. Applico un mio metodo, come, per esempio, alla fine di una partita stare tutti insieme nello spogliatoio, in silenzio.

È difficile fare l’allenatore di ragazzi così.

Sono dell’Inter e mi sovviene il comportamento di Conte con Lautaro quando (allenatore dell’Inter), dopo averlo sostituito, inveiva dicendogli: “Fenomeno del cazzo”… Poi, ultimamente la sceneggiata con Gabriele Oriali. Infine lo show di domenica sera

Dopo l’assegnazione del rigore all’Inter. Mi è subito venuto in mente cosa stava dicendo mio padre in quel momento, cioè: “Poveretto”.

Il mio papà è il Direttore di Hashtaginter.it, ha scritto nove libri sull’Inter, piange quando segniamo contro il Milan o nelle sfide internazionali importanti.

Lui mi ha insegnato l’Inter. Lui mi ha insegnato lo “Stile Inter”. L’ho visto affrontare dieci Poliziotti con scudi e manganelli per difendermi, ma non gli è mai scappata una parola.

Noi la pensiamo un po’ come il Marchese del Grillo: “Noi siamo o noi e Conte…”

Qui la parolaccia ci sta.

A proposito, ma Antonio Conte conosce il Regolamento?

 

 

 

 

 

 

 

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it