Addio a Giorgio Armani, artista e Gentiluomo – Di Maurizio Ceccarelli

In Primo Piano

Lo ha fatto in silenzio, con l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto. Se ne è andato così, lo stilista Giorgio Armani, 91 anni, una delle figure più rappresentative della Moda Italiana nel mondo. Un visionario, uno che ha portato la sua creatività in tutto il pianeta, con stile e semplicità.

Armani era un grande sportivo: amava la Pallacanestro e l’Olimpia Milano, di cui ne era proprietario da molti anni. Poco importa se fosse tifoso dell’Inter o del Milan, lui amava entrambe le squadre della “sua” Milano e l’Olimpia, univa la città della Madonnina sotto un’unica bandiera.

 Giorgio Armani è morto il 4 settembre, lo stesso giorno, esattamente 19 anni dopo, in cui ci ha lasciato un altro grande personaggio, che aveva fatto dello stile, dell’eleganza e della semplicità il suo marchio di fabbrica: Giacinto Facchetti.

Da oggi Milano sarà sicuramente più sola e più vuota. Rimarranno però la bellezza e i suoi capolavori e il ricordo dei molti posti di lavoro da lui creati, a ricordarci che abbiamo perso un grande uomo, di cui l’Italia continuerà ad andare fiera.

 Mancherà quell’eleganza semplice della sua maglietta nera…

Ciao Re Giorgio, fai Buon Viaggio.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it