Noi non entriamo nel merito di certe faccende, estranee al tifo. Estranee, questo lo possono capire tutti… Nati come tifosi (scrive il Direttore) nei primi Anni Settanta, quando ancora sedevamo sui banchi delle scuole Elementari e quando i BOYS erano nati da pochi anni, ci appassionammo a quel gruppo di tifosi dell’Inter. Ci apparivano come Paladini.
Un aspetto mai chiarito è quello sulla violenza. Con gli anni (nei successivi, metà Anni Settanta) non furono gli Ultras del Calcio ad avere come propria caratteristica la violenza. Era la società di allora ad essere così. Chi lo nega è bugiardo.
Quelli che vanno allo stadio sono sempre coloro che, durante la settimana, frequentano le scuole e gli uffici e (un tempo) anche le fabbriche.
Se nel 1970, secondo il Prefetto Mazza, una certa fazione politica (a Milano) poteva contare su almeno 20.000 militanti armati in vario modo, come possiamo pensare che lo stadio potesse rimanere impermeabile?
Chiarito questo aspetto, passiamo al calore… Senza la Curva Nord il tifo è un’altra faccenda. Già il gusto del goal oggi è limitato (molto limitato), perché urli contento, ma sai che cinque minuti dopo, quel goal, lo possono annullare; almeno lasciate il gusto delle bandiere che sventolano.






