Dall’Inferno al Paradiso – Spallata al Campionato – Di Maurizio Ceccarelli

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COMO – Una vittoria pazzesca. L’Inter a Como ribalta il 2 a 0 e vince per 4 a 3. Una partita incredibile che lancia i nerazzurri a + 9 sul Napoli, bloccato (1 a 1) a Parma, quando mancano sei giornate alla fine del Campionato.

È stata la vittoria di un gruppo più che mai unito (con Lautaro in panchina nonostante l’indisponibilità) e di un allenatore che ha avuto il coraggio, dopo un primo tempo da dimenticare, di cambiare all’inizio della ripresa, quattro giocatori su undici (in pratica mezza squadra).

L’uno due di Valle e Nico Paz sembravano aver indirizzato la gara a favore del Como, con un Inter completamente incapace di trovare le contromisure agli attacchi e alle ripartenze degli uomini di Cesc Fàbregas. Difesa molle e centrocampo lento e macchinoso, con i due attaccanti Marcus Thuram e Pio Esposito, mai in condizione di creare pericoli alla retroguardia lariana.

C’è voluta una zampata di Thuram allo scadere del primo tempo, nell’unica azione dell’Inter degna di nota, per ridare animo e riaccendere le speranze di una squadra che fino a quel momento era stata spettatrice non pagante della partita.

Nella ripresa, come detto, Cristian Chivu, rivolta l’Inter come un calzino: entrano Carlos Augusto, Petar Sucic, Luis Enrique e Ange Bonny e la partita cambia completamente. Thuram, ancora lui, è bravo ad approfittare di un liscio della difesa comasca per mettere dentro, con un pallonetto, la palla del 2 a 2. Poi ci pensa Denzel Dumfries; prima di testa su piazzato di Çalhanoğlu e poi di sinistro su appoggio di Akanji, per una doppietta che lancia i nerazzurri verso un successo che a un certo punto sembrava davvero difficile da conquistare.

Il Como si rifà sotto nel finale con Da Cunha che realizza su rigore (definito inesistente dall’ex arbitro Luca Marelli). Il goal che riapre la partita. L’Inter soffre nel finale ma porta a casa una vittoria pesantissima. Il Campionato non è ancora finito, ma è chiaro che con questo successo Cristian Chivu e i suoi ragazzi hanno mandato un segnale forte e chiaro.

Venerdì, 17 aprile si torna in campo. Allo Stadio “Giuseppe Meazza” arriva il Cagliari per la partita, come sottolinea il Mister, più importante del Campionato.

 

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it