Decima Coppa Italia nella storia del Biscione – Di Maurizio Ceccarelli

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ROMA – Il cerchio si chiude in maniera trionfale. L’Inter batte la Lazio per 2 a 0 e conquista la Coppa Italia, la Decima della sua storia. In uno Stadio Olimpico gremito, i nerazzurri compiono l’impresa di vincere nello stesso anno Scudetto e Coppa Nazionale (sedici anni dopo Josè Mourinho) e concludono in maniera grandiosa una stagione che si preannunciava decisamente complicata.

Invece Chivu e la squadra sono riusciti a lasciarsi alle spalle le delusioni della scorsa stagione trionfando nelle due principali competizioni nazionali.

Partita senza storia: troppo forte e organizzata l’Inter, per una Lazio che quasi mai è riuscita ad impensierire Joseph Martínez. Quando Marušić devia nella sua porta un colpo di testa di Thuram, dopo nemmeno un quarto d’ora, e Lautaro Martinez prima della fine del tempo, mette dentro la palla del 2 a 0, si capisce che per la Lazio ci sarebbe stato ben poco da fare.

Nel secondo tempo la formazione di Cristian Chivu gestisce con autorevolezza il risultato fino al triplice fischio di Guida, dimostrando ancora una volta di essere “squadra”. Un’ accoppiata Scudetto e Coppa Italia assolutamente inaspettata ad inizio stagione, ma che oggi certifica in maniera inequivocabile la superiorità della squadra di Cristian Chivu sulle concorrenti. La società e il Mister hanno fatto un lavoro incredibile e la squadra ha dimostrato nell’arco della stagione di essere la più forte e di saper reagire anche nei momenti di difficoltà con grande carattere e autorevolezza.

L’amicizia vera fra le due tifoserie, anche quando ci si gioca un trofeo così importante, è la ciliegina sulla torta di una notte bellissima che si tinge di nero e di azzurro.

Domenica la grande festa a Milano con le due Coppe in bella mostra sul pullman scoperto che dallo Stadio di San Siro raggiungerà il centro della città. Piazza del Duomo è pronta a celebrare i Campioni, per questa doppia impresa che, credeteci, resterà impressa per sempre nella storia del F.C. Internazionale Milano.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it