Inter, cuore infinito. Lautaro Martínez Capitano vero – Di Maurizio Ceccarelli

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MILANO – Una partita incredibile. Due grandi squadre. Uno spettacolo unico per tutti gli amanti del Calcio. Inter-Napoli è stato tutto questo, una partita per cuori forti, che ha visto la formazione di Cristian Chivu superare quella di Massimiliano Allegri per 3 a 2.

Una sfida che ha regalato emozioni incredibili, che ha visto l’Inter toccare l’inferno dopo l’uno-due micidiale dei Partenopei, per poi, ribaltare il risultato con una reazione da grande squadra e uscirne alla fine da vincitore.

Prima del fischio d’inizio il ricordo commosso della Curva Nord per l’indimenticato Giocatore, Dirigente e Presidente dell’Inter Giacinto Facchetti a vent’anni dalla sua scomparsa, e il ringraziamento per l’ex Direttore sportivo Piero Ausilio.

Succede tutto nel secondo tempo, dopo che i primi quarantacinque minuti, giocati ad un ritmo pazzesco, si erano conclusi sullo 0 a 0 con un Inter partita forte e un Napoli che è venuto fuori alla distanza. Ma è nel secondo tempo che succede praticamente di tutto.

Barella perde un pallone sanguinoso al limite dell’area che il Napoli sfrutta alla perfezione e dopo un batti e ribatti in area di rigore è Politano a trovare il varco giusto. Non passano nemmeno tre minuti che il Napoli raddoppia su una dormita generale della difesa dell’Inter, con un pallone che sembra uscire e invece si ferma sulla linea laterale. Di Lorenzo è il più veloce ad accorgersene, a recuperarlo e ha servire Højlund per il 2 a 0 del Napoli. La reazione dell’Inter è immediata e veemente, ed è proprio il suo Capitano Lautaro Martínez a ridare speranza al popolo nerazzurro. Sullo splendido assist del solito Federico Dimarco irrompe “Il Toro” e segna il goal dell’1 a 2. L’Inter spinge, ci crede e Marcus Thuram con uno stacco imperioso supera Badiashile e insacca di testa la palla che vale il pareggio.

Partita finita?

Neanche per sogno.

L’Inter ci crede, Chivu ci crede, San Siro ci crede. Il Meazza è una bolgia: Thuram spreca solo davanti a Meret il colpo del Ko, ma anche il Napoli ha due clamorose occasioni per chiudere la partita. Alla fine, al minuto novantuno, in pieno recupero, ci pensa Lui e non poteva essere altrimenti; il Capitano, l’uomo simbolo di questa Inter, colui che si è legato a vita a questi colori, Lautaro Martínez. La zampata del numero 10 nerazzurro regala all’Inter una vittoria dopo una rimonta incredibile, cercata e voluta da una squadra che non molla niente e non si accontenta, nemmeno in una giornata come questa, dove alla fine, il pari poteva essere un buon risultato. La vittoria sul Napoli ha detto in modo chiaro e netto che l’Inter ha ancora fame di successi e sarà grande protagonista nella stagione appena iniziata.

Martedì, 8 settembre, alle ore 21:00 la sfida al Real Madrid allo Stadio Santiago Bernabeu. Ci sarà Josè Mourinho sulla panchina dei Blancos, una partita affascinante e piena di intrecci, emozioni e ricordi, a cominciare proprio da quel 27 maggio del 1964 al Prater di Vienna, dove la “Grande Inter” conquistò la sua prima Coppa dei Campioni per finire al 22 maggio 2010, quando lo “Special One” da tecnico dell’Inter vinse con Cristian Chivu in campo la Champions League proprio al Bernabeu.

Sarà un altro grande spettacolo. Di questo ne siamo certi.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it