La festa Scudetto e le lacrime per Beccalossi

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L’Inter festeggia in Ventunesimo Scudetto e la Decima Coppa Italia della sua storia nel ricordo del fantasista neroazzurro scomparso pochi giorni fa – Di Maurizio Ceccarelli

MILANO – E il giorno della Festa. L’aria è fresca e profumata e ha il gusto dolce della vittoria. San Siro si colora di neroazzurro e l’Inter e la sua gente possono finalmente alzare, nel cielo di Milano, la Coppa dello Scudetto e la Coppa Italia. Un’accoppiata tanto bella quanto inattesa. La bellissima coreografia realizzata dal popolo neroazzurro è significativa. Un pennello colora la Curva Nord con la scritta F C I M e sembra voler cancellare il passato e quello Scudetto e Champions League sfumate nella scorsa stagione, per scrivere, con le vittorie di Campionato e Coppa Italia, una nuova pagina della lunga e vincente favola interista.

Prima del fischio d’inizio il commovente ricordo di Evaristo Beccalossi sulle note di Ennio Morricone. Un momento toccante che ha unito i settantacinquemila di San Siro in un grande, affettuoso abbraccio. Un’emozione che ha coinvolto in maniera forte anche chi, vi sta raccontando questa giornata.

È stata anche l’ultima partita in neroazzurro di Matteo Darmian. Dopo sei stagioni, condite da tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane il pubblico di San gli regala il giusto tributo, per chi ha dato fino all’ultima goccia di sudore per questa maglia.

Per la cronaca, la partita finisce 1 a 1: all’autogol di Edmundsson su colpo di testa di Bonny all’inizio del secondo tempo risponde Bowie al novantesimo minuto. Ma questo è davvero l’aspetto meno rilevante di una giornata che ha visto scrivere un nuovo e bellissimo capitolo della storia di F.C. Internazionale Milano. Con l’uscita della squadra sul pullman scoperto dallo Stadio Giuseppe Meazza inizia la festa, il resto è tutto nel grande abbraccio di Piazza del Duomo.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it