L’Inter festeggia in Ventunesimo Scudetto e la Decima Coppa Italia della sua storia nel ricordo del fantasista neroazzurro scomparso pochi giorni fa – Di Maurizio Ceccarelli
MILANO – E il giorno della Festa. L’aria è fresca e profumata e ha il gusto dolce della vittoria. San Siro si colora di neroazzurro e l’Inter e la sua gente possono finalmente alzare, nel cielo di Milano, la Coppa dello Scudetto e la Coppa Italia. Un’accoppiata tanto bella quanto inattesa. La bellissima coreografia realizzata dal popolo neroazzurro è significativa. Un pennello colora la Curva Nord con la scritta F C I M e sembra voler cancellare il passato e quello Scudetto e Champions League sfumate nella scorsa stagione, per scrivere, con le vittorie di Campionato e Coppa Italia, una nuova pagina della lunga e vincente favola interista.
Prima del fischio d’inizio il commovente ricordo di Evaristo Beccalossi sulle note di Ennio Morricone. Un momento toccante che ha unito i settantacinquemila di San Siro in un grande, affettuoso abbraccio. Un’emozione che ha coinvolto in maniera forte anche chi, vi sta raccontando questa giornata.
È stata anche l’ultima partita in neroazzurro di Matteo Darmian. Dopo sei stagioni, condite da tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane il pubblico di San gli regala il giusto tributo, per chi ha dato fino all’ultima goccia di sudore per questa maglia.
Per la cronaca, la partita finisce 1 a 1: all’autogol di Edmundsson su colpo di testa di Bonny all’inizio del secondo tempo risponde Bowie al novantesimo minuto. Ma questo è davvero l’aspetto meno rilevante di una giornata che ha visto scrivere un nuovo e bellissimo capitolo della storia di F.C. Internazionale Milano. Con l’uscita della squadra sul pullman scoperto dallo Stadio Giuseppe Meazza inizia la festa, il resto è tutto nel grande abbraccio di Piazza del Duomo.






