L’Inter, tra delusioni e polemiche, rallenta ancora – Di Maurizio Ceccarelli

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 MILANO – Doveva essere la partita della ripartenza dopo il Ko nel derby e, invece, l’Inter lascia altri due punti per strada.

 Questa volta è l’Atalanta a uscire da San Siro con un pareggio, figlio più di decisioni arbitrali quantomeno discutibili, che non per meriti della formazione di Palladino.

 Si torna a giocare alle ore 15:00, in una giornata tipcamente milanese: cielo coperto e pioggia per tutti i novanta minuti.

 È evidente che l’Inter sembra ormai lontana parente di quella ammirata per gran parte della stagione. La squadra appare stanca e poco lucida e la manovra non è più quella fluida di qualche settimana fa: troppi errori sia in uscita che in ripartenza, imprecisione, appoggi sbagliati e soprattutto poca personalità.

 Giocatori timorosi che, salvo in rarissime occasioni, non si prendono mai la responsabilità di tirare in porta. Poco carattere e senza quella cattiveria agonistica fondamentale in questo tipo di partite, con i fantasmi di un passato, nemmeno troppo lontano, che tornano a fare capolino.

 Il goal di Pio Esposito aveva illuso un po’ tutti, ma le difficoltà nel trovare il doppio vantaggio hanno suonato come un campanello d’allarme sull’esito del risultato finale, che poi purtroppo si è rivelato vero.

 Per quanto riguarda gli episodi arbitrali, non vogliamo discutere nello specifico delle due situazioni, diciamo solamente che le decisioni prese in questa occasione non solo in linea con quelle che abbiamo visto in tutta la stagione e questo, alla fine, rischia davvero di falsare il Campionato.

 Cinque punti lasciati nelle ultime due partite sono molti. Mancano ancora nove incontri e tutto può ancora succedere, ma è chiaro che se l’Inter non ritroverà il carattere e la determinazione, a cominciare proprio dalla trasferta di Firenze di domenica prossima, sarà difficile portare a casa questo scudetto.

 In questo il ritorno di Lautaro Martínez può aiutare molto.

 

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it