L’Inter vince anche a Lecce – Di Maurizio Ceccarelli 

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LECCE – Nono successo di fila in trasferta. Chivu gestisce bene le assenze e conquista i tre punti

Ci pensano Mkhitaryan e Akanji ha regalare all’Inter la nona vittoria esterna di fila in Campionato e tre punti preziosissimi contro il Lecce.

Allo Stadio di Via del Mare finisce 2 a 0, con i nerazzurri che si impongono con autorità al cospetto di una squadra che si è dimostrata (ma nessuno aveva dubbi a riguardo) ben organizzata e difficile da superare.

Diciamo la verità, era una partita che alla vigilia destava qualche preoccupazione: le fatiche di Coppa, il lungo viaggio in terra norvegese e le assenze di Çalhanoğlu , Barella, Dumfries e del Capitano Lautaro Javier Martínez, potevano creare qualche problema contro i Salentini reduci da due vittorie consecutive. Invece Cristian Chivu, ancora una volta, mischia bene le carte e questa volta la vittoria arriva dalla panchina.

Decisivi infatti i cambi, con Mkhitaryan e Akanji che mettono la firma sul colpo dell’Inter. Prestazione sontuosa di Federico Dimarco (migliore in campo), del solito Zieliński e di Pio Esposito, sempre prezioso spalle alla porta.

Unica nota stonata di un pomeriggio perfetto, i fischi di una parte del pubblico leccese nei confronti di Alessandro Bastoni. Il difensore dell’Inter e della Nazionale Italiana è stato preso di mira dall’inizio alla fine della partita. Ci è sembrata una cosa di cattivo gusto, soprattutto, per quella che è la storia calcistica di un ragazzo perbene, che ha commesso, sì, un errore, ma che ha avuto il coraggio di ammetterlo e di chiedere scusa pubblicamente.

Ora testa e gambe al ritorno di Champions League contro il Fotballklubben Bodø/Glimt. C’è da recuperarel’1 a 3 della gara di andata. I presupposti per l’impresa ci sono tutti, ma servirà l’Inter perfetta.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it