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MILANO – Una squadra senz’anima. Contro il Milan, un Inter senza personalità alza bandiera bianca. I nerazzurri vengono sconfitti per 3 a1, ma al di là del risultato la formazione di Cristian Chivu non è mai riuscita a dare un senso alla sua prestazione. Sono bastati, infatti, dieci minuti alla formazione di Amorim per indirizzare la sfida del “Meazza”. Prima Pulisic, libero di colpire di testa in piena area di rigore, poi Rabiot, nell’immobilismo generale della difesa dell’Inter, con un tocco che è una via di mezzo fra un tiro e un cross. Bastoni di testa su calcio d’angolo al ventiduesimo accorcia e rimette in piedi la partita, ma allo scadere del primo tempo Moreira su punizione fa 3 a 1. Il Calcio non è solo tecnica e tattica, è anche saper leggere e adattarsi alle varie situazioni: all’interno di una partita ci sono momenti in cui serve ragionare più che correre, soffrire e sapersi adattare a maggior ragione se si tratta di un derby. Subire due goal come li ha subiti l’Inter nei primi minuti, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Un approccio alla partita (e non è la prima volta quest’anno) che non trova giustificazione, così come non trova giustificazione, dopo aver accorciato le distanze ed essere rientrati in partita, subire a poco più di un minuto dalla fine del tempo, il terzo goal. Era fondamentale andare al riposo sull’1 a 2 ed evitare di correre inutili rischi. Nel secondo tempo ci sarebbe stato il modo e il tempo per cercare di recuperare lo svantaggio e iniziare di fatto una nuova partita. Invece, è mancata l’attenzione da parte di chi era in campo, per valutare quella fase del match che poi è stata determinante sull’esito del risultato finale. Le partite si vincono e si perdono, ci mancherebbe altro, ma c’è modo e modo di perdere, e questo è certamente quello peggiore, soprattutto quando non vinci una stracittadina da oltre due anni e mezzo. Non vogliamo puntare il dito contro nessuno in particolare, le partite si vincono e si perdono (come detto) e lo si fa tutti insieme, ma è chiaro che già da martedì dalla trasferta di Rotterdam contro il Feyenoord in Champions League, servirà cambiare atteggiamento e ritrovare la fame giusta. Non possono bastare uno Scudetto e una Coppa Italia vinte a far passare l’appetito. |
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