Tre punti a Venezia, davvero pesanti, ma per i nerazzurri quanta sofferenza

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VENEZIA – I tre punti sono la sola cosa buona di una serata difficile per l’Inter.

A Venezia, i nerazzurri passano per 2 a 0 con due autogol e conquistano una vittoria pesantissima per la classifica, in una partita giocata oggettivamente molto al di sotto delle proprie possibilità.

La formazione di Davide Nicola gioca un match di livello e mette in difficoltà i nerazzurri fin dalle battute iniziali. Il primo grande spavento per Bastoni e compagni arriva al minuto ventinove con Lauberbach, che prima, su respinta di Provedel, mette in rete (il goal verrà poi annullato per fuorigioco dopo revisione VAR) e, successivamente, colpisce una traversa. Il Venezia ha poi l’occasione per passare in vantaggio con Busio che ha sul piede la palla dell’1 a 0 ma spara alto sopra la traversa.

Nell’intervallo Chivu prova a dare la scossa ai suoi: fuori Stanković, Sučić e Bissek, dentro Çalhanoğlu, Barella e Akanji. L’Inter soffre le ripartenze dei lagunari ma tiene botta e all’ottantesimo minuto passa: azione personale di Marcus Thuram che mette dentro un pallone forte e basso; Filip Stankovićsembra essere sulla traiettoria ma viene anticipato dal suo compagno di squadra Moreno che devia in rete. Passano appena due minuti e i nerazzurri raddoppiano, grazie ad un colpo di testa di Carlos Augusto su calcio d’angolo battuto da Çalhanoğlu e deviato da Halhal nella propria porta. Due autoreti che permettono all’Inter di andare sul doppio vantaggio.

Il Venezia accusa il colpo e la partita in pratica finisce qui. I lagunari hanno un ultima impennata d’orgoglio, ancora con Busio, che in pieno recupero impegna Provedel. A Davide Nicola e al suo Venezia va l’onore delle armi per aver giocato una grande partita, dove avrebbe certamente meritato almeno un pareggio.

La formazione di Cristian Chivu, pur giocando male, conquista tre punti che gli permettono di raggiungere la Lazio in testa alla classifica.

Sabato c’è il derby di Milano e l’Inter, se vorrà portare a casa una vittoria che manca in casa nerazzurra ormai da alcuni anni, dovrà certamente evitare di ripetere la prestazione di Venezia.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
https://www.hashtaginter.it