Tanta Inter! Basta un tempo per battere il Parma – Di Maurizio Ceccarelli

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MILANO  – Troppa Inter per questo Parma. Sono stati, infatti, sufficienti trenta minuti alla formazione di Cristian Chivu per chiudere la pratica con i Ducali, grazie a un secco 3 a 0.

Si torna a giocare in Campionato dopo la lunga pausa per gli impegni della Nazionale Italiana e a San Siro sono in 75000 ad attendere i nerazzurri.

Turno di riposo per Lautaro, Bastoni, Barella, Akanji  e Zieliński . Tocca dunque a Marcus Thuram e Francesco Pio Esposito guidare l’attacco interista. La Curva Nord, con uno striscione e una bellissima coreografia, ricorda a tutti i cento anni di storia dello Stadio Giuseppe Meazza, uno degli impianti più iconici del mondo.

L’Inter parte forte e dopo appena tredici minuti è già in vantaggio: errore in uscita della retroguardia del Parma con pasticcio fra Corvi e Keita. Sučić, (migliore in campo) è bravo e svelto a recuperar palla e a lasciar partire un gran tiro che si insacca sotto la traversa. Trascorrono appena sei minuti e un pestone di Diego Carlos ai danni di Pio Esposito, (che appare evidente a tutto lo stadio tranne che all’arbitro Bonacina) viene concesso il rigore solo dopo revisione Var.  Dagli undici metri, implacabile come sempre, (solo due rigori falliti su trentadue tirati con la maglia dell’Inter) Hakan Chalanoglu segna il 2 a 0.

Il tris l’Inter lo cala alla mezz’ora: Mhkitarian serve un pallone col contagiri per Marcus Thuram;  il francese supera di slancio il suo diretto avversario, entra in area e da posizione defilata trova l’angolino alla destra di Corvi.

La partita in pratica finisce qui. Troppo superiore l’Inter alla formazione di Alberto Gilardino per aspettarsi un secondo tempo diverso dal primo.

Debutto e ovazione di tutto lo stadio per Djed Spence. L’inglese, gioca l’ultimo quarto d’ora infiammando il suo nuovo pubblico con il suo dinamismo.

Schiacciante la superiorità dimostrata dai nerazzurri. Il Parma non è parso gran cosa, tuttavia aver chiuso la partita senza subire goal (cosa che in questo inizio di stagione si era verificato soltanto una volta a Cagliari) è un aspetto certamente rilevante.

Martedì la seconda giornata di Champions League. Allo Stadio “Giuseppe Meazza” ore 21:00 arriva il Brugge, per una partita da vincere a tutti i costi per mettere in classifica i primi tre punti della competizione.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
https://www.hashtaginter.it