MILANO – L’Inter perde e perde male il suo secondo appuntamento di Champions League. A San Siro il Club Brugge passa con un rocambolesco 3 a 4 e per i nerazzurri il cammino in Europa, almeno per quanto riguarda la qualificazione diretta, si fa molto, molto complicato.
Una partita in cui l’Inter ha mostrato quanto di peggio si poteva fare, in una sfida importantissima, abbondantemente alla sua portata, da vincere per cominciare a mettere punti in classifica. Invece, dopo un buon inizio con tre occasioni nel primo quarto d’ora, la squadra ha mostrato imprecisione e nervosismo. Lautaro Martíez rimette la gara in piedi alla fine del primo tempo dopo il vantaggio su rigore di Tresoldi. Il rigore non c’era, ma, si sa, il rigore cè quando l’arbitro fischia…
Nella ripresa, “Il Pepo” Martínez, con un’uscita sciagurata permette ai Belgi, sempre con Tresoldi, di tornare avanti.
Da quell’episodio la partita cambia. Serviva lucidità e calma nel gestire il momento, invece, l’Inter accusa il colpo, perde compattezza, le distanze tra i reparti si allungano, mentre il Brugge acquista fiducia e la consapevolezza che l’impresa è possibile. Arrivano altri due goal, ancora di Tresoldi e di Vermant. In mezzo Lautaro Martinez e Bonny provano a ridare speranze ai nerazzurri ma la formazione belga è ormai padrona del campo e porta a casa un’incredibile quanto inattesa vittoria.
Adesso il cammino in Champions League si fa problematico. Un passaggio a vuoto inatteso in una competizione dove, per ammissione dello stesso tecnico interista, non ti puoi permettere di andare piano. Ma non c’è tempo per piangersi addosso. Sabato la trasferta di Bologna in Campionato e mercoledì prossimo lo Shakhtar Donetsh in Champions dovranno dire se la sciagurata serata contro il Club Brugge è stato solo un episodio.






