KARAKIRI INTER. Il Brugge passa a San Siro. Qualificazione Champions in salita – DI Maurizio Ceccarelli

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MILANO – L’Inter perde e perde male il suo secondo appuntamento di Champions League. A San Siro il Club Brugge passa con un rocambolesco 3 a 4 e per i nerazzurri il cammino in Europa, almeno per quanto riguarda la qualificazione diretta, si fa molto, molto complicato.

Una partita in cui l’Inter ha mostrato quanto di peggio si poteva fare, in una sfida importantissima, abbondantemente alla sua portata, da vincere per cominciare a mettere punti in classifica. Invece, dopo un buon inizio con tre occasioni nel primo quarto d’ora, la squadra ha mostrato imprecisione e nervosismo. Lautaro Martíez rimette la gara in piedi alla fine del primo tempo dopo il vantaggio su rigore di Tresoldi. Il rigore non c’era, ma, si sa, il rigore cè quando l’arbitro fischia…

Nella ripresa, “Il Pepo” Martínez, con un’uscita sciagurata permette ai Belgi, sempre con Tresoldi, di tornare avanti.

Da quell’episodio la partita cambia. Serviva lucidità e calma nel gestire il momento, invece, l’Inter accusa il colpo, perde compattezza, le distanze tra i reparti si allungano, mentre il Brugge acquista fiducia e la consapevolezza che l’impresa è possibile. Arrivano altri due goal, ancora di Tresoldi e di Vermant. In mezzo Lautaro Martinez e Bonny provano a ridare speranze ai nerazzurri ma la formazione belga è ormai padrona del campo e porta a casa un’incredibile quanto inattesa vittoria.

Adesso il cammino in Champions League si fa problematico.  Un passaggio a vuoto inatteso in una competizione dove, per ammissione dello stesso tecnico interista, non ti puoi permettere di andare piano. Ma non c’è tempo per piangersi addosso. Sabato la trasferta di Bologna in Campionato e mercoledì prossimo lo Shakhtar Donetsh in Champions dovranno dire se la sciagurata serata contro il Club Brugge è stato solo un episodio.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
https://www.hashtaginter.it