I più anziani e i più appassionati (che conoscono bene la storia dell’Inter) ricorderanno le strette di mano a centrocampo tra Armando Picchi e Cesare Maldini e quelle tra Mazzola e Rivera.
Certamente romantico l’inizio di un derby con Capitani i due fratelli Baresi.
Zanetti nella stessa occasione lo abbiamo visto mille volte, ma se si vola con il cuore si rivedono anche (in ordine sparso…) Bini con Bigon, Mariolino Corso e Facchetti, Altobelli, Capitan Bergomi, Ranocchia, Icardi, Samir Handanovič, e anche Ronaldo.
Oggi il Capitano è un giocatore che è già diventato un mito; una pagina importante della storia dell’Inter, un vero idolo della Curva Nord e di tutti i tifosi nerazzurri: Lautaro Martínez.
Salvo miracoli non scenderà in campo in questo derby del Campionato 2026/2027 e la fascia al braccio la indosserà Nicolò Barella.
Sarà un Derby della Madonnina triste, al di là del risultato finale. Lo sarà per la maggior parte dei tifosi; quelli, appunto, che hanno accompagnato l’Inter in più di cento anni e che hanno nel cuore la scena dell’arbitro (Gianluca Rocchi) che si avvicina alla panchina del Milan e chiede a Leonardo se vuole il recupero, ma questi, sconsolato, gli rispose di no: l’Inter di Mourinho vinceva 4 a 0 (3 a 0 già nel primo tempo). Oppure, quando i rossoneri volevano rovinare la festa della seconda Stella, vincendo il derby casalingo, ma quell’Inter giocò da Inter… Finì 1 a 2 per l’Inter (Acerbi e Thuram) e Lautaro (all fischio finale) si inginocchio a piangere.
Ora si parla del nuovo stadio e a molti l’idea piace. A noi no.






