Verona-Inter 1 a 3: con gli argentini il nero-blu è ancora più bello! – Di Nicola Amoretti

In Campo In Primo Piano Nerazzurri

Poche ore dopo l’arrivo di Correa a Milano ed è già Tucu-show. La sua doppietta trascina l’Inter di Inzaghi in una vittoria difficile, di carattere, in rimonta contro un Hellas Verona tostissimo. #VeronaInter finisce 1 a 3.

Attribuire solamente questo aggettivo alla squadra di Di Francesco sarebbe ingiusto, per un gruppo che ha espresso un ottimo gioco per tutto il primo tempo, prendendo di sorpresa i Campioni d’Italia.

Il pressing alto e le giocate veloci hanno infatti eluso il possesso palla abbastanza sterile dell’Inter nel primo tempo, rendendo la partita molto equilibrata.

L’errore di Handanović che ha regalato il vantaggio gialloblù l’ha resa ancora più complicata e in salita per l’Inter, almeno fino all’intervallo.

Sarà stato il “motivational speech” di Inzaghi o l’essersi guardati negli occhi rifiutando di uscire dal Bentegodi a mani vuote, in ogni caso l’uscita dai blocchi è stata perfetta; cambio di ritmo, coltello fra i denti e Lautaro firma dopo poco più di un minuto l’1 a 1, con Džeko che si conferma utilissimo e simbolo di cosa voglia dire giocare a Calcio (sì, con la c maiuscola).

Da lì in poi, dominio nero-blu nel secondo tempo: 10-1 i tiri, 7-0 i tiri in porta.

Ci voleva il nuovo arrivato Correa per trasformare il dominio in vittoria, con due goal ma soprattutto due gesti tecnici incredibili, uno più bello dell’altro.

Al minuto 83 il colpo di testa dal dischetto del rigore (parte del merito ce l’hanno anche Darmian con l’assist e Vidal con il secondary assist) è perfetto e di un coefficiente di difficoltà altissimo.

Dieci minuti dopo la rasoiata di sinistro è un gioiello di qualità argentina, che chiude la partita in grande stile.

I meriti della vittoria e della mentalità dimostrata finora vanno distribuiti al mister, ai dirigenti e a tutto il gruppo squadra; involontari protagonisti di un’estate e un pre-Campionato pieno di ostacoli.

Tra addii importantissimi, difficoltà economiche e potenziale contraccolpo psicologico non è mai facile riuscire a convertire tutto questo casino in qualcosa di positivo.

La strada intrapresa sembra, almeno fino a ora, quella giusta.

 

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Nicola Amoretti
Nicola Amoretti
Nicola Amoretti è nato in Toscana, ad Arezzo, il 4 Gennaio 1998, proprio nel giorno in cui a San Siro si giocava Inter-Juve e Ronaldo, dopo una lunga corsa sulla destra (sfuggito anche a un tentativo di fallo) serviva a Youri Djorkaeff il pallone della vittoria. Amoretti vive a Milano dai primi Anni 2000. Attualmente studente, è appassionato di Calcio e dell’Inter, ama il Calcio inglese e si interessa anche di altri sport, specialmente: Pallacanestro e Tennis. Gioca nella Macallesi, società di periferia di Milano (squadra dove ha giocato Walter Zenga dal 1969 al 1971). Le sue passioni sono: Giornalismo, Lettura e Musica.