Verso il sedicesimo turno

Calcio

Bologna-Napoli 3 a 2, ma poteva essere 4 a 0. Si va verso il sedicesimo turno. Non siamo certo tra coloro che si felicitano delle sconfitte altrui. Lo abbiamo fatto soltanto una volta, in occasione della Finale di UEFA Champions League 2004-2005, ma c’erano motivi importanti. Infatti, in occasione della Semifinale dello stesso torneo, ma del 2002-2003, si incontrarono l’Inter e il Milan. I rossoneri accedettero alla Finale contro la Juventus, proprio dopo due pareggi con l’Inter in Semifinale e grazie alla famosa regola dove in caso di parità, di risultato e di goal, le reti segnate fuori casa valgono doppio. Una scemenza incredibile che continua a fare parte dei regolamenti. Per la storia finì 0 a 0 all’andata (in casa del Milan) e 1 a 1 al ritorno (in casa dell’Inter). Fatto sta che Massimo Moratti, a fine partita, da quel galantuomo che è sempre stato, andò negli spogliatoi del Milan a complimentarsi con i giocatori. Appena uscito alcuni rossoneri gli intonarono alle spalle: “Non vincete mai! Non vincete mai!” e da quel giorno, per noi, le faccende con  i rossoneri cambiarono…

Si diceva che non saremo certo noi a gioire della sconfitta del Napoli a Bologna, anche se questa restituisce all’Inter il primato in classifica. Con il Napoli eravamo già stati più che severi proprio in occasione del loro sorpasso nei confronti dei nerazzurri (dopo la vittoria sull’Inter per 2 a 1), ma, profeti in Patria, a distanza di un solo turno, è accaduto quanto avevamo prospettato: l’Inter torna a vincere con il “canonico” 1 a 0 contro il Genoa e il Napoli del globetrotter Higuaín si “sgonfia” contro un Bologna che sta lottando in zona retrocessione. Avevano preso tre pappine, ma potevano diventare quattro. Quasi allo scadere del tempo, quello che chiamano “El Pipita” ha riaperto i giochi con un bel goal e, poi, ancora, ha messo la palla in rete, per consegnare agli almanacchi che racconteranno la storia di questo Campionato una sconfitta di misura, ma non è stato così…

Inter-Genoa_formazione_INTER

A lui, Gonzalo Gerardo Higuaín, però, dobbiamo rimproverare un atteggiamento un po’ troppo nervosetto, quando la sua squadra era sotto di tre reti. Non si può sorridere, ma soprattutto essere puliti nel giuoco, soltanto quando si vince.

Eccoci qua, a dire sempre le stesse cose. Alla quindicesima giornata è emersa ancora la concretezza del lavoro di Roberto Mancini. Alcuni ci accusano: “Ma il vostro periodico dovrebbe chiamarsi: hashtagrobertomancini.it”… Forse non hanno tutti i torti, ma il mister nerazzurro non fa altro che affermare continuamente quanto si sta avverando nel corso di questa prima fase del Campionato Italiano di Serie A. Bisogna essere cauti. C’è tempo. Tutto può ancora accadere. Bisogna lavorare… Ve lo ha detto in tutte le salse, ma ogni volta che si sale o si scende di un punto calano le solite domande: “L’Inter è in fuga?”, “L’Inter è in crisi?”, “Cosa c’è di sbagliato in questa Inter?” e così via.

Inter-Genoa_Roberto_Mancini

Questo Campionato, invece, si prospetta sempre più interessante e appassionante e bisognerebbe sperare che andasse avanti così sino alla fine, per molti motivi. Ora ci ritroviamo l’Inter di nuovo capolista da sola a 33 punti e l’incontenibile Napoli dietro di 2, al terzo posto. Ricordate la Fiorentina che tutti elogiavano dopo la vittoria a San Siro contro i nerazzuri? Ecco, con la netta vittoria di oggi sull’Udinese è seconda a 32. Dietro al Napoli, a 28, la magica Roma che ogni tanto si dimentica i conigli nei cilindro. Anche loro, a un certo punto, dovevano essere i dominatori del Campionato.  Ma attenzione… a 27 punti ci sono giocatori che, anche se solo al 5° posto, ma a soli -6 dall’Inter, hanno motivo di essere molto Allegri. Si attende il Milan di Siniša Mihajlović, perché l’8 Dicembre si apre il “Giubileo della Misericordia” e si può perdonare anche quel coro del 2003.

Domenica prossima ci si divertirà di sicuro, con il Campionato più bello del mondo. Si regoleranno un po’ i conti ancora, perché quando al vertice ci si affronta direttamente una delle due squadre deve per forza perdere e se si pareggia, si perde tutte e due. L’Udinese, che voleva proporsi come ago della bilancia del Campionato a Firenze, ci riproverà, mostrando tutte le proprie forze, in casa, proprio contro l’Inter. Poi, si va in scena: ci sono Napoli-Roma e Juventus-Fiorentina.

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Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it