Ancora una rimonta e l’Inter è in Finale di Coppa Italia – Di Maurizio Ceccarelli

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MILANO – L’Inter è in Finale di Coppa Italia. A San Siro va in scena un’altra epica rimonta dei nerazzurri, ancora contro il Como, battuto per 3 a 2 dopo il pareggio (0 a 0) della gara d’andata.

Esattamente come dieci giorni fa in Campionato, i nerazzurri, sotto per 2 a 0, recuperano e vincono una partita incredibile, che, dopo il primo tempo e l’inizio della ripresa era davvero difficile da immaginare.

Un Como aggressivo in tutte le zone del campo, fin dai primissimi minuti aveva messo in seria difficoltà la truppa nerazzurra e i goal di Baturina e Da Cunha sembravano non dare nessuna possibilità  a un Inter senza idee e praticamente inconcludente. Anche le mosse di Chivu, che toglie Dimarco e Zieliński  per inserire Diouf e Sučić nel momento di maggiore difficoltà e con la squadra sotto di due reti sembrano non convincere. Invece, saranno proprio i due nuovi entrati a dare il la alla rimonta che vale la Finale. Il bosniaco serve due assist a Çalhanoğlu , che il numero 20 dell’Inter sfrutta alla perfezione : prima con un tiro dal limite dell’area deviato da un difensore del Como, successivamente con un colpo di testa da vero e proprio attaccante che vale il pareggio.

Proprio allo scadere dei novanta minuti, quando i tempi supplementari sembravano la logica conseguenza di una partita bellissima, il turco contraccambia il favore e serve a Sučić, dopo uno scambio in area di rigore, la palla del sorpasso nerazzurro che fa esplodere San Siro e regala all’Inter vittoria e finale. Venti minuti che hanno cambiato la storia di una partita che sembrava destinata a lanciare il Como di Cesc Fàbregas verso la prima storica Finale di Coppa Italia e che invece ha visto il sogno svanire proprio sul più bello.

All’Inter e a Cristian Chivu il merito di averci creduto fino alla fine, perché le partite, si sa, finiscono al triplice fischio e questo il tecnico rumeno lo sa fin troppo bene. Mercoledì, 13 maggio allo Stadio Olimpico di Roma l’Inter andrà a caccia della sua decima Coppa Italia. Nessuna ossessione, ma la consapevolezza di poter rendere questa stagione ancora più esaltante.

Intanto, domenica alle 18:00 l’Inter sarà di scena contro il Toro allo “Stadio Olimpico Grande Torino”, dove vincere potrebbe voler dire far calare definitivamente il sipario su questo Campionato.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it