La Roma scappa via, Lautaro la riprende: pari all’Olimpico – Di Maurizio Ceccarelli

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ROMA – Questa volta la rimonta riesce solo per metà. Si fa per dire… Finisce 2 a 2 lo scontro fra le prime della classe.

Inter e Roma si dividono la posta in palio grazie a una doppietta per parte: quella di Koné per i giallorossi nel primo tempo e quella di Lautaro Martínez per i nerazzurri nella ripresa.

Il cuore di Roma non si smentisce e lo Stadio Olimpico proietta una bella immagine di Sandro Mazzola rendendo così omaggio alla leggenda dell’Inter, scomparsa nella notte fra venerdì e sabato.

Roma che parte fortissimo già dai primi minuti e mette in grande difficoltà la disattenta difesa dei Campioni d’Italia. Konè si fa trovare al posto giusto nel momento giusto e in poco più di mezz’ora costringe “Il Pepo” Martínez a raccogliere per ben due volte il pallone in fondo alla rete.

L’Inter non riesce a reagire contro una Roma che copre bene tutte le zone del campo e per i nerazzurri è notte fonda.

Nell’intervallo Cristian Chivu da la carica ai suoi. Quella vista nei primi quarantacinque minuti di gioco non può essere l’Inter che tutti conosciamo, troppo brutta per essere vera: squadra molle, poco incisiva e senza personalità. La scossa arriva proprio dall’uomo più rappresentativo dell’Inter: Lautaro Martínez. “Il Toro”, dopo appena sessanta secondi dall’inizio del secondo tempo, servito meravigliosamente da Marcus Thuram, tocca col contagiri un pallone che si insacca alla sinistra dell’incolpevole Svilar.

L’Inter ci crede, attacca sotto la spinta di un settore ospiti gremito, ma la Roma di Gasperini si dimostra squadra vera, compatta, non perde le distanze e continua a rendersi pericolosa, nonostante il goal subito.

Fuori Dimarco (ancora in non perfette condizioni fisiche) e Jones. Dentro Sučić  e Carlos Auguto. Sarà proprio il laterale brasiliano a confezionare l’assist, ancora per Lautaro Martínez, che controlla in area e di destro supera ancora Svilar per il pareggio nerazzurro.

L’ultima occasione della partita, proprio allo scadere, è sul piede di Marcus Thuram che in contropiede va a pochi centimetri dal clamoroso 3 a 2.

Un’Inter a due facce dunque si porta a casa un pareggio importante e rimane in testa alla classifica in compagnia della Lazio e della stessa Roma.

Adesso c’è la sosta per gli impegni della Nazionale Italiana di Roberto Mancini. Tre settimane di stop in cui Cristian Chivu dovrà mettere a punto alcune cose, soprattutto nel reparto difensivo.

Pierluigi Arcidiacono
Pierluigi Arcidiacono
Il nostro Direttore, Pierluigi Arcidiacono, un giorno chiese al suo papà di portarlo ad assistere a Inter-Sampdoria, nel 1971, quando non aveva ancora dieci anni. Aveva saputo che Suarez non giocava più con la maglia nerazzurra, ma con quella blucerchiata. Questo, nella logica di un bambino, gli appariva come una cosa molto strana, quindi, desiderava vederlo in campo. Quel giorno giocavano gli uomini che avrebbero vinto l’11° scudetto della storia dell’Inter e quella squadra rimarrà sempre nel cuore del nostro Direttore. La partita finì 3 a 1 per i nerazzurri. Segnò prima Mazzola al 46°, poi, Boninsegna su rigore al 65°, ancora Boninsegna all’80° e, infine, proprio davanti agli occhi del nostro Pigi Arcidiacono, Suarez segno il goal della bandiera su rigore. Passarono un po’ di anni. Pigi scrisse molto (poesie, articoli, libri e testi teatrali) e tra i suoi scritti si trovano anche diversi testi sull’Inter. Si ricordano soprattutto: “Vade retro Satana - Storie di una vita neroazzurra” (Librificio-Proedi - 2004), “Marco Materazzi - Degno della maglia” (Il Flabello - 2006), la monografia “La Grande Inter Anni ’60” (Cigra 2003 - 2007) e “Armando Picchi - Un nome già scritto Lassù” (Il Melograno - 2011). Da non dimenticare anche: “Massimo Moratti - Mai visto un cuore così grande” (Il Flabello - 2006) e il primo libro pubblicato in Italia su Javier Zanetti, “Milano siamo noi - Il cuore del Capitano” (Il Flabello - 2009) . Nel 2013, Arcidiacono, inizia a pensare al sito #INTER (Hashtag Inter) dove si tenterà di parlare di Calcio e dell’Inter diversamente, ma sempre con cuore.
http://www.hashtaginter.it